mercoledì 20 marzo 2013

Il piccolo re

C'era una volta un piccolo re. 
Era piccolo di statura, non arrivava nemmeno a misurare un metro, ma era valoroso, magnanimo e con un cuore grande.
Il piccolo re tutte le mattina stava sul suo trono, con la musica classica in sottofondo, e meditava. 
Meditava sulle prodezze passate e su quanto lo attendeva per il futuro. Ogni giorno la sua mente si apriva un po' di più ed il suo sguardo riusciva ad arrivare a guardare un po' più il là.
Tutto ciò che faceva era per lui una sfida. Dava il massimo in tutte le sue avventure. Arrivava alla sera distrutto e spossato ma felice per essere riuscito in prodezze tanto grandi, alcune delle quali anche nuove per lui.

Il piccolo re aveva dei sudditi molto affezionati. 
Alcuni erano addirittura pronti a tutto per lui.
Altri invece si facevano giullari pur di vederlo sorridere.
Tutti pendevano dalle sue labbra.
C'era in particolare una schiava che lo accudiva sin dalla nascita. Era sempre con lui e lo conosceva meglio di chiunque altro.
Anche lei lo adorava e nonostante il duro lavoro che svolgeva ogni giorno era onorata di essere al suo servizio.
Non lo lasciava mai perché temeva che lui avrebbe avuto bisogno di qualcosa proprio durante la sua assenza. Se l'avesse cercata non trovandola sarebbe rimasto deluso e questo la schiava non poteva supportarlo. Solo se era sicura che lui non avrebbe avuto bisogno di lei, e solo per brevi momenti, la schiava si allontanava ma il suo cuore non era sereno.
La schiava guardava il piccolo re con uno sguardo pieno di amore. In tutti i suoi servigi metteva la massima cura e soprattutto tanto amore. Era premurosa ed insostituibile. Anche il piccolo re aveva occhi solo per lei e la guardava in maniera particolare, unica.
Il loro amore non era espresso in modo esplicito ma era inequivocabile.
A lei, e solo a lei, lui dedicava gli sguardi più dolci ed i sorrisi più belli e lei, solo a lui, dedicava tutto il suo tempo ed il suo amore.
Con il passare del tempo il loro amore crebbe ed imparò nuove forme di espressione.
Poi un giorno lui le disse:

"Mamma!"

e lei si sentì invadere di una gioia e di un amore unico, speciale.
E tutto ebbe un senso. 
Anche la sua schiavitù.